Immagine di Lorenzo ReinaOggi l’Istituzione Culturale Carmelo Cammarata si tinge di nero per la scomparsa prematura di Lorenzo Reina, un uomo che non è stato solo un artista immenso, ma il custode di una visione del mondo che affondava le radici nella stessa terra di Carmelo Cammarata.

In una intervista di qualche anno fa Lorenzo ricordava con emozione i primi anni settanta, quando ancora non concepiva che qualcuno potesse impugnare uno scalpello per creare qualcosa che non avesse un fine puramente pratico.

Lorenzo guardava con ammirazione a come Carmelo, in modo quasi prodigioso e alchemico, riuscisse a trarre meraviglia da quella pietra che per tutti gli altri, specialmente per i contadini impegnati a dissodare i campi, era solo un inutile ostacolo alla crescita delle piante.

Oggi piangiamo l’uomo che ha saputo raccogliere quella scintilla e trasformarla in un fuoco eterno. Lorenzo Reina ha continuato il dialogo interrotto da Carmelo, dimostrando che la pietra non è un limite, ma una soglia verso l’infinito.

Il legame tra Carmelo Cammarata e Lorenzo Reina è come quello tra la scintilla e l’incendio: se Carmelo è stato il primo a far scoccare il fuoco sacro dell’arte in una terra di pietra, Lorenzo è stato colui che ha alimentato quella fiamma fino a farla diventare una luce capace di guidare chiunque cerchi la bellezza tra le rocce e le stelle.