Biografia | L’estro di Carmelo Cammarata

Carmelo Cammarata è nato a Bivona, in provincia di Agrigento il 17 Aprile del 1924 ove ha lavorato e vissuto per tutta la vita. Di umili origini, ha svolto il mestiere di contadino, con grande dedizione per la famiglia e una innata e forte passione per l’arte. Fin da giovane, nel tempo libero, poco a dire la verità, in un momento storico della vita italiana dove si lavorava dal sorgere al tramontare del sole, per guadagnare quel poco che appena bastava per sfamare la famiglia, si dilettava a dipingere e talvolta anche ad affrescare pareti di umili abitazioni prese in affitto. Inizia così ad acquisire una particolare passione per la scultura, prima in gesso e poi su marmi, alabastri e legni.

Giovanissimo fu chiamato alle armi per via della guerra; scampato fortunosamente alle ultime razzie tedesche, con l’arrivo degli alleati americani riesce a fare ritorno a casa fra mille difficoltà, a piedi da Roma a Bivona, ove trepidante l’aspettavano i genitori e la giovane moglie. Scultore che si è fatto da sé, raggiunge la piena maturità artistica sul finire degli anni 60, allorquando venne chiamato da alcuni intellettuali a partecipare al recupero di un’opera d’arte del Serpotta, in una vecchia chiesa diroccata; la passione per l’arte divenne grande.

In quel periodo nasce a Bivona un Centro Culturale denominato “Il Pegaso”, fondato da Cesare Sermenghi e alla cui iniziativa partecipa pure il Cammarata. “Il Pegaso” diventa cenacolo di iniziative culturali; vede nascere mostre di pittura e di sculture, recital di poesie e manifestazioni culturali di varia natura, alla quale partecipano letterati quale Leonardo Sciascia, maestri di pittura e scultura quali Renato Guttuso e Ugo Attardi, cantautori e attori teatrali quali Rosa Balistreri e Dario Fo, per citarne alcuni.

Nel tempo libero e cioè nei pomeriggi, afosi o piovosi che fossero, in tutte le stagioni comunque, Carmelo Cammarata scolpiva nel suo laboratorio artistico, la cosiddetta “bottega“ di scultura, che egli aveva costruito nelle vicinanze della propria abitazione; divenne ben presto un perenne punto di incontro tra artisti dell’Hinterland Bivonese e non solo. La bottega era diventata un luogo di lavoro e di espressività artistica del Cammarata, ma anche un “salottino” ove accogliere ospiti e amici o chiunque fosse stato interessato condividere idee e opinioni sull’arte.

Tra i convenuti non mancava mai il cane, un “bastardino” intelligente ed elegante, affezionato allo scultore, che scrutava, accovacciato, mentre il padrone lavorava sulla dura pietra, quasi ad aspettare l’opera compiuta. Capitava spesso, anche nelle giornate di festa, che mentre seduto nella “bottega” intento a commentare un’opera finita, per rilevarne pregi, difetti e tematiche, lo scultore si alzava di scatto e anche se con scarpe pulite e lucide, si faceva accompagnare in zone di campagna, in contrade impervie, alla ricerca di pietre e marmi da servire per le prossime opere da realizzare.

Ha prodotto innumerevoli sculture in Alabastro, Arenaria e Legno, molte delle quali fanno ancora parte della collezione di famiglia.

E’ deceduto dopo lunga malattia, il 27 Marzo del 1999.

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